Un museo per Yves Saint Laurent

 

Il più bell’abito che può abbigliare una donna sono le braccia dell’uomo che ama. Ma, per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, io sono qui.
(Yves Saint Laurent)

Passione, talento, arte, visionarietà e, non ultimo, l’amore per il suo compagno Pierre Bergè hanno portato Yves Saint Laurent a raggiungere le vette mondiali della moda e a consacrarlo in un museo a lui dedicato inaugurato a Parigi il 2 ottobre scorso durante la Paris Fashion Week.

Nato in Algeria nel 1936, a 18 anni si trasferisce a Parigi e i suoi disegni vengono notati da Michel De Brunhoff, editore di French Vogue, che presentò Saint Laurent al designer Christian Dior. Morto Dior nel 1957, divenne il direttore artistico della maison. Il giovane Yves riuscì a rielaborare in chiave nuova l’emblematica femminilità di Dior, dando vita ad una donna forte ed energica. Nel 1962 fonda insieme a colui che sarà l’amore della sua vita, Pierre Bergè, la casa di moda YVES SAINT LAURENT. Nasce una donna che non ha paura di indossare capi tipicamente maschili: il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone.

Cinquantamila abiti firmati Ysl, trentamila accessori e persino una stanza dei bijoux sono esposti nel palazzo dell’avenue Marceau dove per quasi trent’anni l’ ex assistente di Christian Dior, ha reinventato la moda francese. Era qui che Yves camminava insieme a Pierre Bergè, l’ideatore del museo. L’amore è stata una costante forte nella vita di Yves e lo possiamo sentire ancora oggi grazie al grande omaggio del compagno scomparso l’8 ottobre di quest’anno. E il loro amore per la moda continua ancora oggi nelle passerelle, nelle vetrine delle boutique, nell’arte. L’arte che è stata un punto centrale nella creazione artistica di Ysl: ricordiamo gli omaggi ai maestri della pittura a partire da Van Gogh , poi Picasso, Andy Warhol, Matisse, Braque, Mondrian . Insieme al suo compagno di vita, Yves Saint Laurent raccolse in più di cinquant’anni una collezione di circa 730 opere d’arte, sculture, reperti archeologici, mobili ed oggetti di arredamento. Alla morte dello stilista, Bergé decise di mettere all’asta la collezione nel 2009. Tanto fu l’innovazione apportata da Ysl che nel 1983 il Metropolitan Museum di New York gli dedicò una mostra mentre era in vita.

La visita al museo è un viaggio attraverso luoghi ed epoche: abiti ispirati all’Africa, alla Spagna, all’Asia. Ysl amava dire:  “I miei viaggi più belli li ho fatti con i libri, sul mio divano, nel mio salone”. E oggi le sue ispirazioni sono contemporanee più che mai. Potremmo indossare un YSL della iconica Collezione dello Scandalo del 1971 ed essere quella donna che Ysl aveva ideato nella sua mente creativa e ancora oggi possiamo ritrovare l’eco delle sue creazioni anche nei marchi commerciali come Pinko che quest’anno ripropone abiti con la fantasia LIPS.  E se è vero che la cosa migliore è l’abbraccio dell’uomo che ci ama, farlo con un outfit Ysl è ancora meglio.

 

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