Il Rinascimento reinterpretato da Gucci

Non poteva  scegliere luogo migliore della Galleria Palatina di Palazzo Pitti Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, per lanciare la Collezione Cruise 2018.  Il Rinascimento ha segnato l’inizio di una vera e propria rivoluzione estetica dopo i secoli medievali giungendo alla nascita di  nuovi canoni di bellezza. Gli abiti sono testimoni visivi dello sfarzo delle corti rinascimentali: stoffe e gemme preziose importate dalla nuova classe mercantile contribuiscono a dare prestigio alla nobiltà che sfoggia con orgoglio il proprio potere. Ruches, pellicce, gorgiere in pizzo, fili di perle e metallo sono alcuni degli elementi che ricorrono nella moda del XVI secolo e Gucci ha riproposto riproducendone una interpretazione contemporanea. Gli ospiti sedevano su sgabelli color arcobaleno con sopra ricamata l’emblematica strofa di Il Trionfo di Bacco e Arianna, scritta da Lorenzo de’ Medici nel 1475:

«Quant’è bella giovinezza

che si fugge tutta via

chi vuol essere lieto sia

di doman non c’è certezza».

Tra i modelli sfila anche Francesco Bianconi dei Baustelle ricordando come da sempre la sinergia fra pittori, poeti e filosofi sia stata importante nella creazione di un mondo estetico ed intellettuale. Il Rinascimento italiano, da sempre sinonimo di una nuova creatività, lusso, innovazione diventa per Gucci fonte di ispirazione nella creazione di un nuovo Rinascimento rock’n’roll. Uno dei fili conduttori delle collezioni di Alessandro Michele è il concetto di fluidità. Nel mondo Gucci uomini e donne a volte si confondono, accessori femminili vengono indossati da uomini e viceversa. A prima vista sembrerebbe di assistere alla traduzione di una concezione contemporanea sui generi, in realtà gli uomini, a volte, indossavano sete dai colori brillanti, piume e decorazioni tipicamente femminili. Vi era una libertà volta a dimostrare che non era solamente questione di cosa si indossasse, ma del  perché e come si indossassero certi accessori. Così ritroviamo uomini ingioiellati indossare stoffe damascate, donne con le tipiche acconciature rinascimentali che gli ospiti della sfilata potevano ammirare contemporaneamente nei quadri  della Galleria Palatina, colori pop mescolati a perle, sacro e profano tutto in un’unica collezione.

Nello slideshow Gucci e opere d’arte a confronto

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